Daffodils
June 17th, 2011 at 12:06 am
I wandered lonely as a cloud
That floats on high o’er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company:
I gazed–and gazed–but little thought
What wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.
W. Wordsworth.
Verso la Ville Lumière
June 10th, 2011 at 10:28 pm
E domani partirò per Parigi.
Qualche giorno nella città capitale della vecchia Europa.
L’ultima volta che ci sono stato è stato più di cinque anni fa.
Ed è bello sapere di trovare una casa laggiù ad aspettarmi.
J’arrive.
In Isvizzera.
March 15th, 2011 at 7:51 am
La Svizzera e’ uno di quei posti dove sostanzialmente ti chiedi dove sia la fregatura ad ogni pie’ sospinto.
Le cose sono in ordine, la gente fa quello che dice di fare e nei tempi previsti, non bisogna fare a cazzotti per essere pagati, le persone sono competenti, il lavoro affrontato sempre con precisione, il cibo tutto sommato e’ buono, le tasse sono basse (tipo l’iva sostanzialmente inesistente), il luogo e’ decisamente bello…
Insomma. Che noia.
Made in Asia
January 30th, 2011 at 4:08 am
Addio Singapore, eccomi Bangkok.
Venerdi’ pomeriggio ho salutato la piccola, variegata citta’ stato in favore di questa grande metropoli asiatica.
Beh di differenze ce ne sono, eccome.
Singapore puo’ decisamente essere considerata una piccola svizzera asiatica. Una sorta di esperimento umano che ha funzionato benissimo, ma che perde in autenticita’. Tutto e’ al suo posto, tutto funziona. Poco asiatico, decisamente.
Cosi’ arrivo a Bangkok, ad attendermi il solito caldo soffocante. L’aeroporto e’ un brulicare di gente, questi scali internazionali sono davvero affollati. Al controllo dei documenti vedendo che sono italiano e di Milano l’unica domanda che mi hanno fatto e’ stata: “Milan supporter ah?”. A seguire un fiume di risate.
Ho riso pure io, del resto l’Italia si manifesta nel mondo per poche cose: calcio, cibo, scapre/borse e Silvio. Sisi, il silvione nazionale lo conoscono pure qui, ahime’.
Vabe’, mi butto in metropolitana, direzione PHAYATHAI, ci sara’ Alfredo ad aspettarmi. Chi l’avrebbe mai detto che dopo quelle serate in Polonia ci saremo reincontrati in Thailandia. La vita a volte e’ cosi’ strana!
Arrivo alla stazione e salutato Alfredo ci dirigiamo verso casa. Prendiamo il Tuk Tuk. Fare un giro sul Tuk Tuk e’ una cosa meravigliosa. Per intenderci il Tuk Tuk e’ questo:

Ecco, immaginate cosa vuol dire affrontare un traffico assurdo seduti su questo coso. Ovviamente il guidatore va ad una velocita’ smodata (smodata almeno per il trabiccolo) facendo ogni possibile zig zag tra le corsie. Wow.
Arriviamo poi a casa. Ad aspettarci c’e’ Charine, la fidanzata di Alfredo. Alla fine arrivare a casa, anche se non e’ casa tua, e’ sempre arrivare a casa.
Questa sostanzialmente la cronaca del mio arrivo a Bangkok. Sono sicuro che la citta’ riserva grandi sorprese. Vi terro’ aggiornati.
Da qui in poi e’ vacanza, quindi vado a godermela un po’.
Lanterne Rosse
January 26th, 2011 at 5:42 pm
L’avventura continua.
Ed e’ una continua sorpresa.
Ieri sera a Chinatown ho visto un mondo cosi diverso dal nostro, cosi’ antico.
E’ incredibile come, in questa citta, nuovo e vecchio si mischino continuamente. Come sotto i grattacieli trovi dei templi Indu dove devi lasciare le scarpe fuori per entrarci. Dove i ragazzi si scambiano i ceci e li mangiano con le mani.
E poi i sorrisi. Sentire la calma e la serenita’ che trasmettono queste persone e’ incredibile. Ti chiedi quasi se capita che si incazzino per qualcosa.
E come le persone ti accolgono sono anche pronte a punirti. Un sistema di regole, qui, proibisce tutto. In metropolitana si sente un messaggio che dice “se vedete persone sospette, avvisate la polizia”.
E se fossi io la persona sospetta?
Il mio primo giorno in Asia
January 24th, 2011 at 12:43 am
L’arrivo in Asia e’ stato decisamente d’impatto. Scendo dall’aereo e mi scontro contro un muro d’aria calda, pesante, densa, quasi acquosa.
Dopo 12 ore di volo, partendo dalla fredda Londra, e’ un po’ come ricevere un pugno in faccia, ma da una mano guantata.
Se l’aereoporto e’ ancora un luogo famigliare (almeno per le facce) appena esco ed entro nella metropolitana tutto cambia e mi scopro straniero, diverso.
E ad ogni fermata della metro, quando si apre la porta e respiro l’aria della citta’ sento odori strani, dolci, a volte di pane. Si, l’aria di questa citta’ sa di pane. Non me lo spiego.
Arrivo poi a destinazione. La zona dove mi trovo e’ un inno allo sfarzo e all’esagerazione architettonica:

Ed e’ difficile non sentirsi vagamente a disagio di fronte ad una cosa simile.
Da oggi e per una settimana lavorero’ qui. Curioso e spaventato, mi appresto ad iniziare questa giornata.
Prima di partire
January 22nd, 2011 at 1:48 pm
Cavoli.
Ogni volta che mi preparo a partire, soprattutto per un viaggio lungo e in un posto nuovo come sta volta, mi sento sempre come se stessi per morire da li a poco.
E c’e’ da dire che ormai sono abituato a viaggiare da solo. Pero’ ogni volta e’ un’emozione forte, di quelle…cavoli, di quelle forti.
Da domani saro’ per due settimane prima a Singapore e poi a Bangkok. Sono curioso di sapere com’e’ la vita da quelle parti.
Ed in realta’, forse, basta solo quello a farmi passare l’ansia.
A presto.
Viva la gente
January 18th, 2011 at 1:33 am
Il proposito 35bis dell’anno nuovo prevedeva la tolleranza.
Lo so, mi devo sforzare a cercarlo, ma forse qualcosa di utile c’e’ nel tollerare. Si, diciamo che la tolleranza e’ un grande, grandissimo esercizio di pazienza, soprattutto con quello che ci tocca vedere.
Ma un proposito per il nuovo anno e’ un proposito.
E allora si inizia.
E si inizia dall’ascoltare di piu’ e dal provare a giudicare di meno. Difficile. Per me il giudizio e’ sempre stato una forma di conoscenza. Per molti invece e’, insieme all’amico Pre, pre-giudizio. appunto. E, sebbene il pregiudizio mi abbia in qualche modo salvato dalla morte cerebrale certa, forse anche lui ultimamente sta mostrando il fianco. Almeno in termini di serenita’ mia personale.
Ma vabe’, alla fine questo lungo preambolo era per dire che oggi sono stato ad ascoltare per un po’ una tizia che non voleva viaggiare perche’ vittima di qualche fantomatica paura (tipo, ma non hai paura di viaggiare da solo a Singapore? E io mi dico, mi sa che sono loro ad avere paura di me) senza scriverla nella lista. Si ho una lista. La lista #moritetutti. Ma Andate tranquilli. Quest’anno forse qualcuno lo cancello.
Mulţumesc
December 20th, 2010 at 12:10 am
Grazie agli amici di Bucharest, per avermi ospitato tra loro e per avermi fatto sentire a casa. In fondo e’ dalle piccole cose che si percepisce l’umanita’ delle persone. Da piccoli gesti. Quasi invisibili.
Ero partito curioso di sapere cosa succedeva in quell’angolo di mondo e ne sono tornato soddisfatto. Si capisce molto di alcune cose che succedono da noi andando a visitare certi Paesi.
Non aggiungo molto altro. Solo un grande abbraccio a G., che domani diventera’ papa’. Evviva!
I love Berlin
October 23rd, 2010 at 9:06 am
E’ incredibile come, ogni volta, questa città sappia stupirmi e farmi sentire a casa allo stesso tempo.
Questo look scassato ma funzionale, la gente semplicemente gente, non so, ogni volta mi fa desiderare di trasferirmi qui, definitivamente.
Alla fine credo che questo sia uno dei pochi posti dove ne’ si sogna un futuro migliore ne’ si subisce (troppo) un passato decisamente pesante: si vive il presente.
Cosa che capita raramente.
Alexanderplatz
June 8th, 2010 at 9:36 pm
Evabe’. Siamo tornati anche questa volta. Si, perche’ che tornassimo tutti non era cosi’ scontato visti i presupposti e visti gli elementi. E’ stata una bella vacanza passata a passeggiare tra le vie di Berlino. Passate a respirare un’aria che qui e’ da tempo che non si respira piu’.
Perche’ in effetti, a dirla tutta, qui proprio non si respira piu’. E’ una citta’, Milano, che ha paura di tutto, fatta di persone che hanno paura di tutto e che preferiscono rifugiarsi in un qualche non meglio identificato paradiso artificiale piuttosto che, semplicemente, vivere. Oddio, non che a paradisi artificiali Berlino si faccia mancare qualcosa, per carita’. Pero’ boh, si respira, nonostante tutto, aria di nuovo, di vivo, sebbene tutto sembri apparentemente (e nemmeno troppo apparentemente) scassato.
E poi, ovviamente sono tornato anche alla mia vita. Ma questa e’ un’altra storia.
out of the stones
June 2nd, 2010 at 1:59 pm
E chissa’ che veramente fuori dalle pietre del passato non spunti un qualche bel fiore. Ci sono persone che mi sono vicine che aspettano solo questo e, prima di partire, voglio augurarglielo.
Partire, si, qualche giorno a Berlino. Un po’ a caccia di cose diverse, un po’ per prendere la distanza da un periodo a fasi alterne. Una cosa e’ certa, un po’ di vacanza ci vuole.
Evviva!


