Toh, chi si rivede
August 17th, 2011 at 5:48 pm
Castori e Dinosauri
May 19th, 2011 at 1:10 pm
…che sebbene pensata ieri, suona bene anche oggi.
Abbassando – Avion Travel
Abbassando, abbassando, abbassando gli occhi
non mi hai detto più la verità
ci siam persi senza dirlo
prima del tempo
del tempo nero ch’è venuto senza pietà
pieno di sospetti
fragili e netti.
Abbassando, abbassando, abbassando le mani
sulle orecchie nella mia anima
mi son detta: “Non è vero!
E’uno sguardo sincero!”
Sincero e puro come il mio pensiero
perso nel parlare serio di passione.
Passione malpadroneggiabile
mi rende molto mobile
sulle sponde azzurre dello spazio amabile
e volo volo volo con i piedi nell’acqua
e un caffè nella pancia
per mangiare con te.
Abbassando, abbassando, abbassando valigie
dentro al porto mi sopporto un po’.
La mia faccia, stanco viaggio, no, non mi dà
coraggio di credere, credere, credere senza domande
le parole che tu non mi puoi dire.
Abbassando, abbassando, abbassando la testa
mi conforto e non ci penso più
mi son detta: “Lascia stare.
E’una storia popolare.”
e vale, vale, vale una canzone
nel parlare ludico di passione.
Passione malpadroneggiabile
mi rende molto mobile
sulle sponde azzurre dello spazio amabile
e volo volo volo con i piedi nell’acqua
e un caffè nella pancia
per mangiare con te
e vale, vale, vale una canzone
nel parlare ludico di passione.
Passione malpadroneggiabile
mi rende molto mobile
sulle sponde azzurre dello spazio amabile
e volo volo volo con i piedi nell’acqua
e un caffè nella pancia
per mangiare con te.
Times Like These
May 2nd, 2011 at 6:06 pm
Questa canzone mi ha sempre creato un sacco di problemi.
È difficile da suonare perché ha dei tempi dispari, perché è veloce e perché sostanzialmente voglio fare cose troppo complicate per le mie capacità (come al solito).
Poi però ho letto il testo. Questo:
I am a one way motorway
I’m the one that drives away
Then follows you back home
I am a street light shining
I’m a wild light blinding bright
Burning off aloneIt’s times like these you learn to live again
It’s times like these you give and give again
It’s times like these you learn to love again
It’s times like these time and time againI am a new day rising
I’m a brand new sky
To hang the stars upon tonight
I am a little divided
Do I stay or run away
And leave it all behind?It’s times like these you learn to live again
It’s times like these you give and give again
It’s times like these you learn to love again
It’s times like these time and time again
E devo dire che ora la suonerò con uno spirito diverso.
Musica Rovinata. Già. 5/10
April 18th, 2011 at 10:51 pm
Premetto che a me i Fratelli Calafuria piacciono proprio tanto. Ho anche la maglietta. I miei amici possono confermarlo. E premetto che Senza Titolo l’ho amato. L’ho rovinato. Contro tutto e tutti, già contro tutti quelli che mi dicevano “ma è roba da ragazzini”. Io invece li ascoltavo. Cazzo si.
Ho comprato Musica Rovinata, credo il secondo LP dei Calafuria e provo a buttare giù una sommaria recensione.
Le prime due tracce, “Pezzo Giallo” e “Fare Casino” aprono abbastanza bene il lavoro. Si portano dietro un po’ quella pacca che piace tanto ai raga, ma con quel retrogusto electro-minimal-decadent che ormai nei dischi moderni devi mettere, perché i Radiohead l’hanno fatto e quindi è così.
Si procede bene su “Musica Rovinata”, buon esempio di nonsense a-la Calafuria, almeno con i testi fintosignificativi che però qualcosa alla fine significano davvero. Disco Tropical è a mio parere un gran bello scivolone. Il pezzo non decolla. Molto Beck in Midnight Vultures/Gnarls Barkley nella strofa, ma manca di sostanza. Di Testa, boh, a parte il bridge con chitarrona drammatico-imponente (molto bello a dire il vero) è un pezzo al limite del fastidioso. Bello, si salva, ma le rime baciate a forza danno un senso di sciatteria generale. Pulsantoni è un bel pezzo. Bello il ritmo e i pattern sintetici. Con Torno Su torna la terribile tendenza a trovare la rima, che anche qui fa rimanere il pezzo per terra nonostante una chitarrina post-rockabilly decisamente piacevole. Loretta è forse la mia traccia preferita. Apprezzo tantissimo anche qui l’atmosfera Midnight Vultures di Beckiana memoria. Impagabile la strova “(la cassetta) si sente solo da una parte, io mi sento solo dappertutto”. Ilfattodeicdincantati sarebbe stata un’ottima ghost track. Interessante l’idea (anche se il giochino autoreferenziale è già stato proposto in altre tracce).
A questo disco do un sostanziale 5, per una notevole mancanza di sostanza, che rende l’intenzione noise del disco un disco con poco senso. Una nota di demerito va in particolare al cantato e alle parole. Se le parole e il cantato di Senza Titolo erano perfette nel loro genere per scelta e interpretazione qui sono solo l’ombra di loro stesse. Peccato.
There’s a tune for everything.
April 14th, 2011 at 10:38 am
And this is so true now that I’m listening to this song.
Because I believed some of those (maybe unwanted) lies.
Because I waited enough.
waiting on a Sunday afternoon
for what I read between the lines,
your lies.
feelin’ like a hand in rusted shame
so do you laugh at those who cry?
reply?leavin’ on a southern train
only yesterday you lied,
promises of what I seemed to be
only watched the time go by,
all of these things you said to me.breathing is the hardest thing
to do. with all I’ve said and
all that’s dead for you,
you lied – good byeleavin’ on a southern train
only yesterday you lied
promises of what I seemed to be
only watched the time go by,
all of these things I said to you.
Alternative rock whores
February 22nd, 2011 at 1:17 am
ERRATA CORRIGE: Kurt le chiamava Corporate Rock Whores. Ma poco cambia.
Ieri sera sono andato al Magnolia.
Era un po’ che non ci andavamo e il compleanno di S. e’ stato il motivo scatenante di questa serata.
Non solo, in realta’. Era anche il ventennale dell’uscita di Nevermind. Si, proprio quel disco li’. E per la serata e’ stata organizzata una piccola kermesse di gruppi piu’ o meno grunge (tipo, ma gli Octopus cosa c’entravano?). Boh, sinceramente non voglio entrare troppo nel dettaglio “artistico” della serata. Basti solo dire che forse Kurt non e’ morto una sola volta, ecco.
E sinceramente non voglio nemmeno entrare nell’amarcord esistenziale del “ah, la musica della mia adolescenza” (o comunque della prima parte della mia perpetua adolescenza) oppure “cavoli come siamo vecchi”. Boh, io c’ero, con i capelli lunghi e i jeans strappati sul ginocchio. Fa folklore, se non altro.
Comunque in questa sorta di farsa grunge, l’unica cosa veramente, ma veramente autentica era un gruppetto di donzelle che un po’ cantavano, un po’ passeggiavano raccogliendo sguardi decisamente poco da gentleman e un po’, inevitabilmente, frivoleggiavano. Sta di fatto che ad un certo punto un paio di queste sono salite sul palco e la sensazione che ho avuto e’ stata la stessa di quando per sbaglio guardo frammenti di Buona Domenica e vedo bellocci e bellocce sul palco a scambiarsi sorrisi in una sorta di party privato chiuso ai poveri mortali.
E un po’ mi sono ricordato che Kurt le chiamava Alternative rock whores, ste qui. E forse, per colpa di una di queste, s’e’ pure sparato.
E comunque lo ammetto. Me lo sono chiesto come sarebbe stato il mondo se Kurt fosse stato ancora vivo.
Ciao Kurt, sei stato il primo e l’ultimo mito della mia gioventu’.
synchronize love to the beat of the show
January 16th, 2011 at 3:23 pm
Ragazzi che serata.
Oltre ogni aspettativa, quando ho visto che la gente non riusciva nemmeno ad entrare sono stato preso da un’emozione forte.
Nel senso, a suonare mi sento abbastanza a mio agio, ma suonare di fronte ad un locale pieno, con un sacco di gente e uno strumento nuovo (la batteria), insomma è stata un’emozione fortissima.
Stamattina appena sveglio, ho ripensato a quel momento esatto, quello proprio prima del primo colpo di cassa in cui ti dici “fanculo, o la va o la spacca”.
E abbiamo spaccato.
Grazie a tutti gli amici che ci sono venuti a sentire, una buona percentuale del successo della serata è tutta dovuta a loro.
Dance, dance, dance, dance, dance to the radiooooooooooo
meno uno al lancio
January 13th, 2011 at 1:26 am
Siamo quasi pronti. Non tanto perche’ effettivamente lo siamo quanto perche’, volente o nolente, dobbiamo esserlo. Si prova ancora domani, e Venerdi’ si suona.
Stasera ridacchiando di fronte a un Amaro del Capo, stavo dicendo che a Gennaio suoniamo piu’ degli U2.
Pero’ dai, a meno di “dettagli” ci siamo. Tra l’altro oggi il tizio del Soundcheck ci ha detto che gli piacciamo. De gustibus.
Mi ero ripromesso che avrei scritto qualcosa sulla tecnologia. Ma anche stasera non ce l’ho fatta.
L’unica cosa che voglio condividere, tecnologicamente parlando, e’ il grafico della mia ultima notte di sonno. Eccolo:
Vediamo stanotte cosa riesco a fare.
Buona Notte.
Prove e nebbia
January 12th, 2011 at 1:42 am
Gran nebbia stasera a Milano. Alla faccia di quelli che dicono che “in citta’ non c’e’ piu’ la nebbia”. Invece, quel leggero velo opaco c’e’ eccome, con il suo potere “magico” che fondamentalmente sta tutto nel nascondere i contorni netti.
La serata si e’ svolta a meta’ tra la sala prove e “Le Vieux Strasbourg”.
La meta’ in sala prove ci ha visti iniziare a serrare i ranghi in vista della serata di Sabato. Non stiamo andando male, ho solo la sensazione che manchiamo di organicita’, che sembra un po’ che ognuno suoni, si, ma non si suoni assieme. Ma del resto e’ gia’ un miracolo se i pezzi stanno assieme tenendo conto che il batterista (il sottoscritto), fa un po’ acqua da tutte le parti.
La seconda meta’ della serata invece ci ha visti andare al pub sopra menzionato, per la consueta birra post sessione di prove. L’osservazione principale in questo caso e’ che stiamo diventando come gli americani: seduti al bar a guardare la televisione svettante sulle teste degli avventori. La comunicazione muore e il calcio vince. Viva l’Italia.
E poi mi devo ricordare di non prendere mai piu’ la Fischer alla spina. Mai piu’.
L’ultimo pensiero prima di addormentarmi e’ che stanotte dormiro’ con Sleep Cycle.
Che Nerd.
Spirit – Bauhaus
November 29th, 2010 at 1:43 pm
Tonight I could be with you
Or waiting in the Wings
Lift your heart with soaring song
Cut down the puppet strings
Cut down the puppet strings
I wear a coat of drums
And dance upon your eyes
Turn the tables upside down
Change the lows to highs
Change the lows to highs
I fill you up with butterflies
Crown the heads of kings
Be glad of first night nerves
For fear gives courage wings
Fear gives courage wings
If I am on the sidelines
Chances are you’ll miss
Wait alone and spotlit
For Doctor Theatre’s kiss
The stage becomes a ship in flames
I tie you to the mast
Throw your body overboard
The spotlight doesn’t last
The spotlight doesn’t last
I could be with you
Or waiting in the wings
Lift your heart with soaring song
Cut down the puppet strings
Cut down the puppet strings
I may tap you on the shoulder
And whisper “go” in red
Strip your feet of lead my friend
Strip your feet of lead
Call the curtain
Raise the roof
Spirits on tonight
Call the curtain
Raise the roof
Spirits on tonight
Call the curtain
Raise the roof
Spirits on tonight
We love our audience repeat
Di ritorno dallo spazio.
November 23rd, 2010 at 2:00 am
Parafrasando Fuji dovrei dire “non ho piu’ pensieri nella testa”. Un’esperienza al confine tra la musica e l’aria. Tre ore (e sottolineo tre) di bombardamento sonoro-cromatico, senza pausa, senza fare ostaggi.
Grazie Ozric Tentacles. Avete dimostrato che per viaggiare nello spazio si puo’ spendere molto meno dei duecentomila dollari del Virgin Galactica. Bastano dieci euro. I dieci euro meglio spesi degli ultimi tempi.
Suonare Suonare Suonare!
November 12th, 2010 at 3:52 pm
Si si, decisamente la voglia e’ tornata e questa cosa della batteria mi gasa parecchio. Decisamente molto piu’ appagante della compassata chitarra. Cioe’ qui quando hai finito di suonare sei stanco, sudato, vagamente inebriato. Quasi quasi mi pento di aver suonato la chitarra fino ad adesso. Uffa.
E comunque questa canzone e’ meravigliosa.
Semplice. Semplice no?
May 5th, 2010 at 11:01 pm
Una volta mi avevano spiegato da qualche parte una cosa che si chiamava il principio di semplicità (che qualcuno chiama anche Rasoio di Occam). Secondo questo principio, se ben ricordo, sostanzialmente le cose preferibili (e quindi giuste, usando una piccola forzatura) devono essere semplici. Se bisogna complicarle troppo per farle funzionare, evidentemente c’è qualcosa che non va.
Aggiungiamo poi che ci sono cose dove la ragione difficilmente può rappresentare un valido aiuto. Cioè, ci sono delle cose verso cui ti confronti che ti aspetti funzionino e basta. Dove la chimica o c’è o è meglio lasciar stare. Dove l’intesa o c’è o non sarà di certo la maieutica a fare il miracolo.
Ecco. Oggi durante un’accesa discussione con quello che a questo punto era il mio gruppo, ho provato a dare questa come spiegazione del fatto che secondo me le cose non andavano. E non sono così sicuro di esser stato capito.
Ma tant’è. Dovrò trovarmi un altro gruppo.
Ci sono poi una serie di altri ambiti dove questi concetti sono applicabili. Ma questa è decisamente un’altra storia.
Si Si.



