Il cesto della frutta.
May 25th, 2011 at 11:08 pm
Penso ad un bel cesto di frutta, messo nel mezzo di una tavola rotonda, al centro di una cucina in muratura.
La cucina ha grandi finestre ed entra molta luce nella stanza. Il cesto di frutta brilla nella stanza e sembra quasi parlare.
Ma la sua bellezza parla per lui. Non ho mai conosciuto nessuno non apprezzare un cesto di frutta, magari anche solo esteticamente.
E i frutti, tra loro vivono di grande equilibrio, la rotondezza della mela verde, si sposa alla perfezione con il ruvido pelosetto kiwi. La banana slanciata è come se si abbracciasse all’anans complicato. Un complesso Tetris naturale bellissimo.
Poi ad un certo punto a mo’ di esperimento metti una mela marcia nel cesto. Sebbene Caravaggio ci abbia fatto una fortuna con queste cose, il risultato qui è tutt’altro che positivo. Quell’armonia di fondo si guasta, i frutti uno ad uno cadono in una marcescenza contagiosa, il cesto diventa da esempio di armonia emblema di tristezza e decadenza.
Fino a quando solitamente si butta tutto. E non c’è più niente da fare.
Ma ancora noi usiamo essere lassisti. E non si dovrebbe. No no.
ogni tanto…
January 14th, 2011 at 12:08 am
Ogni tanto capita di avere una giornata serena. Una di quelle dove non succede niente di particolare, ma tutto e’ al suo posto, dove si procede senza fare fatica e dove tutto sembra scorrere senza bisogno di spingere.
Si oggi e’ proprio uno di quei giorni dove ti senti il benvenuto un po’ dappertutto e dove puoi lasciare le armi in resta. Perche’ non c’e’ niente da combattere.
E ora mi godo una bella dormita. Che domani c’e’ il grande giorno. Ve lo ricordate, vero?
L’armonia delle cose
January 4th, 2011 at 6:30 am
Per la prima volta guardando un film, mi sono riconosciuto nei pensieri di uno dei protagonisti. Ho sempre sottovalutato il cinema come espressione artistica ma alla fine ho capito che era perche’ guardavo i film sbagliati.
sta di fatto che guardando The Dreamers ad un certo punto il buon Michael Pitt spiega l’armonia delle cose mostrando come certe misure si ripetono in una banale tavola apparecchiata.
Io questa cosa l’ho fatta e pensata milioni di volte. Che sembra incredibile come a volte le cose tornino e ritornino in un modo strano, quasi inquietante.
Pero’ quando certe cose si manifestano, provo una sensazione di pace mista a serenita’. Forse il nostro cervello ha fame di pattern che si ripetono perche’ ci mettono a nostro agio. La ripetizione da’ tranquillita’. Lo stesso prinicipio del fumare, per cui non e’ la sostanza (chiaramente stimolante) ma il gesto che rilassa.
Bene cosi’. Sono contento che il cinema mi abbia stupito. Ho voglia di farmi stupire ancora. Grazie B.B. .
Proposito numero 119ter per il 2011. Guarda film interessanti.
