Spendi, mangia, lavora…
January 30th, 2011 at 10:13 am
Doppio post oggi. Si. Credo ne valga la pena.
Siamo tornati da poco dal Chatuchak. Un mercato immenso. Ci sono talmente tante cose e talmente ad un prezzo ridicolo, che c’e’ da impazzire. Persino io, che non sono assolutamente uno shop-a-holic, ho avuto dei seri problemi a fermarmi dal comprare tutto. E ho chiesto ad un certo punto se per favore potevano portarmi a casa. Ed in questo mercato tutto va un po’ cosi’, si tratta tutto, ti cercano di fregare, ma alla fine si sorride e si e’ tutti felici quando si conclude l’affare. Anche perche’ quanto ti rendi conto che stai trattando per una maglietta che costa due euro…vabe’ il folklore, ma ti senti anche un po’, come dire, pirla ecco.
E tornato a casa mi rendo conto che il piu’ delle foto che ho portato a casa sono di mercati e di bancarelle di cibo. Perche’ si sono tutti magri qui, pero’ il cibo e’ ovunque e la gente mangia in continuazione. L’altro sport nazionale poi e’ lo shopping. Perche’ qui tutto e’ in vendita, persino gli organi dei turisti che finiscono in situazioni strane. E poi lavorare. Qui la gente tira a campare con qualsiasi cosa, dal rivendere le ciambelle di Krispy Kreme al doppio del prezzo ai turisti all’improvvisarsi tassinari se il raccolto del riso non va bene.
Asia. Si. Asia.
In questo caldo pomeriggio, vado a sdraiarmi e riposare un po’.
Ah, curiosita’. Il nome originale di Bangkok e’ “กรุงเทพมหานคร อมรรัตนโกสินทร์ มหินทรายุทธยา มหาดิลกภพ นพรัตนราชธานีบุรีรมย์ อุดมราชนิเวศน์มหาสถาน อมรพิมานอวตารสถิต สักกะทัตติยะวิษณุกรรมประสิทธิ์” che tradotto in inglese sarebbe qualcosa del tipo “The city of angels, the great city, the eternal jewel city, the impregnable city of God Indra, the grand capital of the world endowed with nine precious gems, the happy city, abounding in an enormous Royal Palace that resembles the heavenly abode where reigns the reincarnated god, a city given by Indra and built by Vishnukarma“.
Che roba.
sa-wat dee. (Ciao).
Made in Asia
January 30th, 2011 at 4:08 am
Addio Singapore, eccomi Bangkok.
Venerdi’ pomeriggio ho salutato la piccola, variegata citta’ stato in favore di questa grande metropoli asiatica.
Beh di differenze ce ne sono, eccome.
Singapore puo’ decisamente essere considerata una piccola svizzera asiatica. Una sorta di esperimento umano che ha funzionato benissimo, ma che perde in autenticita’. Tutto e’ al suo posto, tutto funziona. Poco asiatico, decisamente.
Cosi’ arrivo a Bangkok, ad attendermi il solito caldo soffocante. L’aeroporto e’ un brulicare di gente, questi scali internazionali sono davvero affollati. Al controllo dei documenti vedendo che sono italiano e di Milano l’unica domanda che mi hanno fatto e’ stata: “Milan supporter ah?”. A seguire un fiume di risate.
Ho riso pure io, del resto l’Italia si manifesta nel mondo per poche cose: calcio, cibo, scapre/borse e Silvio. Sisi, il silvione nazionale lo conoscono pure qui, ahime’.
Vabe’, mi butto in metropolitana, direzione PHAYATHAI, ci sara’ Alfredo ad aspettarmi. Chi l’avrebbe mai detto che dopo quelle serate in Polonia ci saremo reincontrati in Thailandia. La vita a volte e’ cosi’ strana!
Arrivo alla stazione e salutato Alfredo ci dirigiamo verso casa. Prendiamo il Tuk Tuk. Fare un giro sul Tuk Tuk e’ una cosa meravigliosa. Per intenderci il Tuk Tuk e’ questo:

Ecco, immaginate cosa vuol dire affrontare un traffico assurdo seduti su questo coso. Ovviamente il guidatore va ad una velocita’ smodata (smodata almeno per il trabiccolo) facendo ogni possibile zig zag tra le corsie. Wow.
Arriviamo poi a casa. Ad aspettarci c’e’ Charine, la fidanzata di Alfredo. Alla fine arrivare a casa, anche se non e’ casa tua, e’ sempre arrivare a casa.
Questa sostanzialmente la cronaca del mio arrivo a Bangkok. Sono sicuro che la citta’ riserva grandi sorprese. Vi terro’ aggiornati.
Da qui in poi e’ vacanza, quindi vado a godermela un po’.
Lanterne Rosse
January 26th, 2011 at 5:42 pm
L’avventura continua.
Ed e’ una continua sorpresa.
Ieri sera a Chinatown ho visto un mondo cosi diverso dal nostro, cosi’ antico.
E’ incredibile come, in questa citta, nuovo e vecchio si mischino continuamente. Come sotto i grattacieli trovi dei templi Indu dove devi lasciare le scarpe fuori per entrarci. Dove i ragazzi si scambiano i ceci e li mangiano con le mani.
E poi i sorrisi. Sentire la calma e la serenita’ che trasmettono queste persone e’ incredibile. Ti chiedi quasi se capita che si incazzino per qualcosa.
E come le persone ti accolgono sono anche pronte a punirti. Un sistema di regole, qui, proibisce tutto. In metropolitana si sente un messaggio che dice “se vedete persone sospette, avvisate la polizia”.
E se fossi io la persona sospetta?
Il mio primo giorno in Asia
January 24th, 2011 at 12:43 am
L’arrivo in Asia e’ stato decisamente d’impatto. Scendo dall’aereo e mi scontro contro un muro d’aria calda, pesante, densa, quasi acquosa.
Dopo 12 ore di volo, partendo dalla fredda Londra, e’ un po’ come ricevere un pugno in faccia, ma da una mano guantata.
Se l’aereoporto e’ ancora un luogo famigliare (almeno per le facce) appena esco ed entro nella metropolitana tutto cambia e mi scopro straniero, diverso.
E ad ogni fermata della metro, quando si apre la porta e respiro l’aria della citta’ sento odori strani, dolci, a volte di pane. Si, l’aria di questa citta’ sa di pane. Non me lo spiego.
Arrivo poi a destinazione. La zona dove mi trovo e’ un inno allo sfarzo e all’esagerazione architettonica:

Ed e’ difficile non sentirsi vagamente a disagio di fronte ad una cosa simile.
Da oggi e per una settimana lavorero’ qui. Curioso e spaventato, mi appresto ad iniziare questa giornata.
